giovedì 14 gennaio 2010

Alexander Platz



ma solo sospeso
ed è puro sospetto: e chissà
se veramente guardavi “il Bacio” sul muro
soffocati i conati di un lutto
mentre io
sgranavo gli occhi al tetto…

è con tutte le impazzite tinte della tua vista
che sono apparsa

la Vergine che sfama impudente

solamente che non ti avevo mai sentito cantare
e non avrei voluto perdere il senso del crollo
con tutto lo strepitare che c’è in questo mio stare
che é la metà
di una sfera cava su cui scivolare,

ma Alexander Platz
è una spirale che sale
sulle fondamenta delle metropolitane

non sento altro che vociare _ un violino impazzito
e scaveremo tane nel pane quotidiano
nel tuo fiato stordito, nello stupito mio fare
indecente… se esaudirei con piccole mani
quella tua morte innocente?

- amore mio che mi lasci
baci al gin tonic sui seni
mentre sostieni aperta la soglia.

potremo mai più
negare d’essere tornati
dove aperto e tattile
si apre il luogo del perdono alle cose violate?
al mero svolgersi di alcune giornate? il colore
delle acque
ti appartiene
tra le chiazze nere degli angoli scuri
e i giardini e scongiuri - per sempre
adesso che il tempo breve delle cose lo vedo
e mi strazia tra gli anni
perché mi resti sulle anche? e mi condanni…?

ma in quel preciso istante
si stava al cuore di tutte le cose …e sarà così
che stringerai le braccia alla vita intera
ed il sussurrare tra i cuscini
odorosi e la faccia…
la sera.


Gennaio 2010

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