mercoledì 8 settembre 2010

senza titolo


Sperare buone cose, com'è ovvio che sia

sulle pietrose vie che affollano

i presagi di là dai ponti


ma solo gli stadi amniotici mi competono ancora

e qualche inconveniente

come al risveglio. Quel mattino di sole


bello, poco altro.


A parte una notte

tutta passata con un bolo denso nella gola: che è legittimo, certo.

Quanto

questo stato di cose che ho impastato

al tono opaco

dei pochi attimi

che ho saputo trattenere

e l'ho spostato

mille volte il fuoco dal fatto al discorso

ottenendo

lo stesso quadro... forse un poco mosso.


  • è lei, la vedi che è stanca, ma gli parla

sui gradini e quella che taglia e s' incide

è l'immagine di bocche semiaperte

e parole ampie a imperlare la notte.


Ma tutto finisce

a sbattere sul solito scoglio e sento

netto che spartisce le acque dall'olio

che sapevo bene si sarebbe finiti

ammollo

come panni in bacinella a scolorire

e imbastire fantasie come cuscini

quando è tardi

troppo tardi oramai.


Questo lo capirà

e risponderò di me

rattoppando a casaccio il vibrare

della mia eco mentale con parole


a mezza voce: il mio canale senza foce.



Sarà anche questa una ridicola alba

in cui sbiadire nella luce

e dormire un poco, finalmente.

4 persone hanno commentato!!!:

Anonimo ha detto...

la prima è molto bella

Anonimo ha detto...

e quale sarebbe la seconda?

Anonimo ha detto...

pare che da "è lei" cominci un'altra poesia...

Anonimo ha detto...

non direi...